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RAI UNO: sabato 8 febbraio alle ore 14.00 dopo il telegiornale, la Strada dell’Olio sarà presente su RAI UNO. Dopo aver avuto contatti con i responsabili di un seguito programma televisivo che illustra le novità dell’industria automobilistica, provando le aut continua --> Easy driver
04/02/2003
Frantoi Aperti
Festa dell'Olio: La Festa dell'Olio della Collina di Brindisi si aprirà ufficialmente sabato 7 dicembre, alle ore 11.30, con una cerimonia di presentazione dell'evento nel suggestivo chiostro settecentesco di Palazzo San Francesco, attuale Municipio di Ostuni. In tal continua --> Frantoi Aperti
22/11/2002

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Cos'è la Strada

C'è una strada, tra le terre di Bari e le antiche terre d'Otranto, che condivide i segreti della sua storia secolare e del suo destino con una silenziosa galoppata di colline eternamente dirette verso il mare. Il tesoro che custodisce è servito a massaggiare atleti olimpici, ungere re, profumare faraoni e riempire antichi forzieri. E poi, naturalmente, a impreziosire ogni cibo, con un aroma intriso di storia. Percorrerla è come mettersi sulla rotta di un itinerario tracciato alla scoperta di quello che i greci chiamarono elaion, i latini oleum e che per tutti i popoli del Mediterraneo era autentico oro liquido. Proprio a "sua maestà" l'Olio, qui sulle colline di Brindisi, è dedicata questa strada. Si tratta di una delle prime - così concepite - in Italia, che sposa idealmente le sue otto "regine", le città dell'olio di Carovigno, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Ostuni, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni e Villa Castelli, in un viaggio scandito da frantoi, borghi rurali e, soprattutto, antiche masserie. Queste ultime, le storiche "industrie olearie" della Puglia che un tempo costituivano il palpitante centro di sterminati latifondi signorili, sono le prime protagoniste dell'Atlante della Strada dell'Olio Extravergine di Oliva Dop Collina di Brindisi. Per non troppo ardita metafora, infatti, si è scelto di considerarle alla stregua di vere e proprie "carte" (di cui ogni atlante è composto) dedicate alla lettura del territorio e alla comprensione della sua storia. Sono carte talvolta antichissime, mirabili anche per l'intrinseco valore artistico e culturale, oppure assolutamente moderne e concepite - ancora a fil di metafora - con le più raffinate tecniche strumentali. Ci fu un tempo in cui, per misurarne la reale estensione, non si ricorreva al conteggio degli ettari di terreni che le circondavano ma al numero di alberi d'ulivo che le popolavano. Alcune possedevano fino a 50.000 "chiome", capaci di produzioni giustificabili solo col commercio e le esportazioni. Ecco allora i porti di Gallipoli - da cui salpava anche l'olio per l'industria del sapone di Marsiglia -, di Otranto, di Monopoli, di Bari e dell'antica Egnazia: dai loro magazzini, tra il XV e il XVI secolo, partivano ogni anno, e per la sola Venezia, ben 52.000 salme d'olio (una salma corrispondeva a circa 156 chili o 168 litri)! Basta percorrere un qualsiasi, breve tratto della Strada dell'Olio per ritrovarsi letteralmente immersi in un bosco di grandi ulivi millenari, per abbandonarsi alla convinzione che siano lì da sempre, dall'epoca delle dominazioni normanne e aragonesi, costitutivi di un paesaggio eterno, di una visione ancora intatta di quei secoli. La storia, da qui, non sembra al contempo per nulla scontata ed evidente, quanto semmai identica alle forme torturate e mutevoli dell'albero tenace, imprevedibile e in perenne cambiamento di cui è docile prigioniera. Qualcosa, tuttavia, sembra aver attraversato indenne il trascorrere delle epoche, mantenendo intatto un ruolo difficilmente evidente a una distratta "lettura delle carte", eppure di prima grandezza per la comprensione della Strada dell'Olio. E' la tenacia degli olivicoltori brindisini, la loro dedizione a un mestiere nobile e faticoso, la "pagana" ritualità che li guida da sempre nella realizzazione di un prodotto capace di accogliere in sé tutte le religioni e le culture che hanno abitato il Mediterraneo. E capace di conquistare il mondo. Un termine anglosassone, oilmakers, è infatti oggi il più appropriato per definire questi creativi imprenditori che sono riusciti a traghettare tradizioni e saperi antichi sulle sponde delle tecnologie contemporanee garanti di un prodotto di altissima qualità. Così, per un verso custodiscono le eredità di popolazioni e di antiche comunità rurali per le quali l'olio rappresentava un elisir, un "medicinale" in grado di limitare l'invecchiamento cellulare, di prevenire l'ispessimento delle arterie, il cancro al seno e la formazione di calcoli biliari, e perfino un cosmetico per la pelle e la lucentezza dei capelli; per l'altro, sono i portavoce di una cultura che finalmente riconsidera l'olio un fondamentale, ineliminabile e salutare alimento. Ai palati più fini, tuttavia, non sfuggirà da ultimo il suo potere di affascinare, sedurre, di tradurre poeticamente la sua natura più intima. I profumi e i sapori iniziano dove le parole finiscono, forse attraversando al tramonto una di queste morbide e misteriose colline: mentre tutt'intorno l'oscurità si fa più intensa, i grandi ulivi resistono alla vista fino all'ultimo, agitano le loro fronde impazienti alla brezza serale, ancora pieni di luce, pieni di olio e di vita. Non ci stanca di osservarli. In quei rami possenti, in quei tronchi scolpiti dal tempo si riassume la potenza straordinaria della natura. Non rappresentano solo bellezza, gli olivi sono il nostro paesaggio storico. Per questo nasce la Strada dell'Olio Extravergine di Oliva Dop Collina di Brindisi. Non resta che percorrerla, magari in tempo di raccolta e molitura, quando ogni anno - da mille anni - si celebra una silenziosa alleanza tra l'uomo e la natura.

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